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Motivazione

Bassa autostima? Scopri come aumentare la tua autostima

“Un grande errore: credersi più di ciò che sei è e stimarsi meno di ciò che si vale.”
Wolfgang Goethe

Soffri da bassa autostima?

Ti demoralizzi per la differenza tra ciò che vorresti essere o chi ti senti di essere in realtà.

L’autostima in psicologia è un tema davvero importante, un fattore a cui non di BestOnDesk crediamo molto in quanto fondamentale per ogni percorso di crescita professionale e di vita.

L’autostima è di fatto il punto di partenza su cui costruire poi attorno il tuo modello di personalità fatto di esperienze, valori e caratteristiche umane che ci contraddistinguono.

Di fatto, se non credi in te stesso in modo equilibrato e coerente, risulterà più difficile individuare le tue aree di miglioramento, viceversa non ti sentirai mai abbastanza sicuro per dimostrare al mondo cosa sai fare veramente quando ti applichi.



Se pensi quindi che l’autostima sia un tuo punto debole, ecco cosa fare.

Lo scopo di questo post è esattamente quello di aiutarti a fare chiarezza e cominciare a capire cosa sia l’autostima, conoscendola meglio attraverso le parole di un famoso psicologo che riteniamo particolarmente significative.

Una volta compresa cosa sia l’autostima e perché talvolta ti sembra di perderla, starà a te decidere di agire nel modo più giusto per ritrovarla e riprendere a credere nelle tue qualità e quindi nei tuoi sogni e progetti.

Chi era Mr. William James.

Mr. James, era un famoso psicologo Americano vissuto a cavallo tra la fine dell‘800 e gli inizi del‘900, insegnante accademico e autore di molti trattati filosofici che diedero inizio a delle correnti di pensiero ancora oggi molto in voga, una su tutte è ciò che serve per rendere l’idea su come mai, spesso si può perdere la stima di noi stessi.

Cosa ci insegna il metodo William James.

Ognuno di noi ha un rapporto oltre che con gli altri e con il mondo esterno anche con sé stesso.

Tutti noi ci osserviamo, parliamo con il nostro io e la nostra coscienza, ci valutiamo e ci consideriamo in un certo modo rispetto a tutto ciò che abbiamo attorno.

Ebbene, in prima battuta, è esattamente quel rapporto con noi stessi che fa nascere il nostro “IO PERCEPITO”. Esattamente il modo in cui obbiettivamente riusciamo a valutarci, “mi vedo troppo grasso”, “non all’altezza di”, “non forte abbastanza”.. E così via.. Fino ad arrivare a costruire un quadro con le nostre caratteristiche, per meglio dire con quelle noi pensiamo che lo siano.

Credere di conoscere noi stessi però spesso non basta, siamo sotto la costante influenza degli altri, abbiamo modelli che ogni giorno ci passano davanti grazie anche ai mezzi di comunicazione dei nostri tempi generando quindi in noi, spesso inconsciamente, il nostro “IO IDEALE”, ossia l’idea di come vorremmo essere in base al fascino che subiamo dal modello che stiamo prendendo in considerazione.



Tra questi due tipi di visione risiede la chiave di tutto.

La differenza tra il nostro io percepito e il nostro io ideale è alla base della nostra autostima!

Tanto più grande sarà la discrepanza tra i due, tanto più elevato sarà il senso di insoddisfazione per non essere come si è sognato di essere, con il risultato che la nostra autostima sarà più bassa.

Diverso invece, quando il nostro “io percepito” si avvicina o addirittura raggiunge “l’io ideale”.

In questo caso, il senso di successo e appagamento sarà più elevato e di conseguenza anche la nostra autostima.

Successo vs aspettativa.

Si può arrivare a dire quindi che secondo James il senso di autostima deriva dal rapporto tra successo e aspettative.

Senza dubbio, la maggior parte dei fattori che vanno a condizionare la creazione del livello di autostima di ognuno di noi, dipende dai risultati derivati dalle prove che siamo chiamati ad affrontare quotidianamente nella vita reale, e dal rapporto dei risultati ottenuti con quelli che ci eravamo prefissati precedentemente.



Conclusione.

Compreso questo, ognuno di noi ha la libertà di prendere le proprie decisioni e credere in ciò che ritiene più opportuno.

I sogni sono belli e rappresentano l’inizio del cambiamento, ma il sogno da solo prima o poi deve poter mettere delle piccole radici nella realtà per aggrapparsi ad esse e trasformarsi nella vita che vorremo.

Senza progetti concreti, il sogno resterà soltanto un sogno inespresso.

Un esempio?

Avere 40 anni e sognare di essere un calciatore professionista di serie A senza mai aver giocato a calcio, è davvero un bel sogno ma impossibile da realizzare, e restare sul divano a ripetersi di essere un fallito, aumento solo il divario che può esserci tra “l’io percepito” e “l’io ideale”, portando a zero l’autostima.

Pur tenendo vivo tale sogno, iniziare a uscire e tirare qualche calcio alla palla o trovare amici con cui fare qualche piccola partita nel campetto vicino a casa, potrebbe invece contribuire a ridurre poco per volta il divario tra il sogno e la realtà.

Il senso è che non devi mai smettere di sognare, e di credere di poter ottenere ciò che desideri.

Come del resto, non devi mai rinunciare a costruire un futuro migliore per te e chi ami.

Allo stesso modo, ricordati che la vita è una, ed è soltanto tua e che per questo merita di essere vissuta intensamente sfruttando, nel rispetto degli altri, il meglio delle tue qualità, credendo sempre in te stesso, riconoscendo in modo equilibrato, la differenza tra ciò che sei realmente e ciò che sogni di diventare.

Ricorda infine, che l’autostima non è un pensiero ma un soggettivo e duraturo stato di auto approvazione realistica.

Alcuni libri che devi leggere:

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Offerta Mi vado bene? Autostima e assertività
Offerta Le energie dell'uomo. I poteri latenti dell'anima

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