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Cambiare lavoro. 4 ragioni su cui riflettere

“Un’oncia di coraggio vale una tonnellata di fortuna”
James Abram Garfield

Ma come può essere… BestOnDesk che propone articoli per ufficio, si rivolge a numerosi impiegati, manager e imprenditori; ora mi sta dando delle ragioni sulle quali riflettere per cambiare lavoro.

Ottima domanda!

Chi ci segue da molto ormai conosce bene la nostra filosofia, il messaggio principale che BestOnDesk vuole lanciare costantemente al suo pubblico come un mantra in cui credere fermamente. 

Mentre può essere certamente più facile per tutti i nuovi lettori, trovare un controsenso tra i vari articoli che pubblichiamo costantemente e il nostro messaggio principale.

Ebbene, BestOnDesk nasce per ribadirti che il vero valore sei tu.

Qualsiasi professione tu svolga, in qualsiasi contesto da dipendente tu operi, non sentirti mai un numero e non permettere a nessuno di trattarti come tale.

La tua unicità, le tue passioni, la tua creatività e la ferma volontà di dare a te stesso il valore che meriti, sono i punti cardine su cui fondare le tue riflessioni più profonde, quelle dalle quali nascono le scelte di vita più importanti.



A che punto siamo a livello globale:

Viviamo ancora ahimè in un sistema che non cerca il talento, non spende nemmeno troppo tempo a scavare nel profondo delle persone, lavoratori o studenti che siano con lo scopo di mettere in condizione ognuno di noi di poter esprimere il suo meglio in determinati contesti.

Bensì, ci troviamo troppo spesso legati a procedure, modelli standard applicati indiscriminatamente, sistemi che uniformano e appiccicano etichette a seconda di come siamo inquadrati e della categoria in cui operiamo, il tutto senza chiederci se sia effettivamente la cosa giusta per noi e per gli altri.



Da questo errore di fondo e da un sistema, quello su cui ruota oggi il lavoro dipendente, a cui ancora va bene così ma che presto sarà destinato a cambiare drasticamente, nascono poi gli stereotipi delle varie categorie che vanno dall impiegato frustrato, all’operaio mediocre passando per il capo incompetente o il manager incapace.

La domanda da fare è: siamo tutti davvero così?

La risposta è no, ma poter iniziare a distinguere bisogna che tutti insieme cominciamo ad andare oltre le apparenze e cercare di dar voce al talento di coloro che non ci stanno più ad essere parte di un meccanismo i cui ingranaggi trascinano sempre verso il basso chi si rassegna ad essere solo una piccola parte di ciò che è.

Insoddisfazione, rabbia, frustrazione e talvolta senso di mancanza d’aria ogni mattina quando si entra in ufficio, non sono il frutto dei tuoi errori, mettendo che tu ne abbia commessi, bensì sono per la maggior parte il risultato del modello obsoleto di cui fai parte all’interno del quale nessuno o pochi si interessano alla tua identità e alla tua persona che è la massima espressione di esperienza di vita, competenze, talento e passioni; ma preferiscono vederti come uno dei tanti che ogni giorno per 42 anni si occuperà di una certa attività, esattamente come una formichina laboriosa contribuirà a dare sostegno ad un processo i cui risultati più grandi saranno merito di pochi.

E allora, anche se estremamente difficile, i cambiamenti più importanti ed i risultati più ambiziosi sono frutto di tanto coraggio di chi osa e si mette in gioco in prima persona per lanciare un messaggio o semplicemente per stare finalmente bene con sé stesso.



Al di là della tua carriera, le tue competenze e qualsiasi scelta di vita nata da particolari esigenze personali, eccoti le 4 ragioni per le quali ognuno di noi, almeno una volta dovrebbe pensare di lasciare l’ufficio.

1) Per riappropriarti del tuo tempo e di conseguenza della tua vita

Inutile ripeterlo. Solo Il pensiero di dover passare 9 ore in un ufficio, 5 giorni a settimana, per i prossimi 43 anni genera un mix tra rabbia, tristezza e paura.

Pensare di andare in pensione poi con una cifra niente affatto assicurata, con la quale godersi quei 10-15 anni di vita che restano con qualche acciacco, si trasforma definitivamente nella doccia gelata che ognuno dovrebbe fare di tanto in tanto per svegliarsi di colpo, aprire gli occhi e domandarsi:

Questa è davvero la vita che voglio?



2) Per ritornare ad essere chi sei veramente sviluppando le tue passioni e creando un tuo business

Legato al tempo ruota ovviamente anche il tema passioni, hobby, viaggi e interessi, il tutto messo spesso da parte per la mancanza di tempo, la troppa stanchezza fisica e mentale, gli impegni di lavoro opprimenti e lo scorrere delle giornate così veloce da lasciarti solamente briciole nei weekend in cui, forse, svagarti e dedicarti a fare ciò che ti rende davvero libero.

Un senso di libertà che manca e che è un diritto sacrosanto a cui ancora troppe persone rinunciano consapevolmente o meno convinti che il modello di vita sia ancora quello di trovare un buon posto fisso in cui dare l’anima e attendere i risultati.

Senza false speranze e mille illusioni, avere coraggio significa però almeno provarci e per provare è necessario realizzare che proprio quel modello di vita che i nostri nonni o genitori consideravano il migliore per noi, oggi forse non lo è più e se non sarà possibile per ognuno di noi costruire un business grazie alle proprie passioni, resta comunque una riflessione che merita di essere fatta accompagnata da una seria valutazione sui costi benefici, la nostra condizione attuale e la tenacia di portare avanti certe scelte facendo fronte anche a momenti difficili.

3) Per uscire da un sistema in cui non credi più

Fortunatamente non per tutti è così, ma ahimè ci sono molte donne e molti uomini che si sentono bloccati all’interno di un sistema che non riconoscono equo, virtuoso e meritocratico.

Trascorrere anni in un sistema in cui non si crede più, significa mandare giù in continuazione amari bocconi e reprimere una coscienza che avrebbe invece così tanto da dire.

Conosciamo bene l’importanza del lavoro, una sicura retribuzione e tutti i timori connessi alla perdita del posto fisso in ufficio, ma in questo momento ci stiamo chiedendo quali siano le riflessioni da fare almeno 1 volta durante l’arco di una carriera lavorativa e questa è certamente una riflessione degna di nota che merita il tuo tempo.

Pensi di farcela?

Riuscirai ancora a lungo a mascherare il tuo desiderio di urlare a colleghi, capo ufficio o direttore che la loro ipocrisia ha i giorni contanti?

Rinunciare per anni ad esprimere il proprio pensiero, soprattutto quando si ha la certezza di essere nel giusto, è l’origine della più grande tra le insoddisfazioni professionali, quella che ci rende schiavi di un sistema che non condividiamo, in cui non crediamo e da cui vogliamo allontanarci.

Se soffri per tutto questo, non ti pare sia un’ottima ragione per fare una riflessione?



4) Per creare un nuovo e più virtuoso modello su cui un giorno rifondare il mercato del lavoro

Essere pioniere di qualcosa… Sembra una frase così lontana dal nostro modo di vivere e interpretare la vita, eppure se non fosse per i vari pionieri di qualunque cosa nella storia, il mondo non conoscerebbe progresso.

Osservare la vita, ed in questo caso il lavoro con un più ampio margine di tempo, mette in evidenza il fatto che i modelli cambiano in continuazione e che ogni secolo c’è un avvicendamento tra un sistema superato ed uno ritenuto più all’avanguardia.

Ma tutto ciò non si crea in automatico, è il risultato delle azioni delle masse e del pensiero comune che quando va nella giusta direzione ha la straordinaria potenza di far cambiare il mondo intero.

Masse che si risvegliano e decidono che è giunto il momento di dire basta, sono capaci di far cadere governi, far nascere le rivoluzioni e soprattutto cambiare politiche e sistemi che si erano adagiati su sé stessi sfruttando i molti a favore dei pochi.

Una delle ragioni che sta spingendo sempre più persone a cambiare lavoro e lasciare un “sistema lavoro” (dipendente) per lanciare una nuova attività che si fonda su modelli virtuosi in cui la persona è rimessa al centro del lavoro passando da ingranaggio a cuore pulsante dello stesso, è proprio il desiderio di gettare nuove basi per rifondare un mercato, quello del lavoro, che ha bisogno di valori, virtù e tanto rispetto per le persone indipendentemente dal ruolo ricoperto.

Avere delle idee, sentirti diverso, aspirare a qualcosa di più rispetto a ciò che ti hanno proposto dicendoti che è la cosa migliore per te senza nemmeno conoscerti, non ti pare meriti da parte tua una riflessione sul tuo futuro?

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