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Rapporti con colleghi

Come migliorare te stesso con la gentilezza

“La gentilezza è la catena d’oro con la quale la società viene tenuta insieme.”
Goethe

Esistono delle forze tanto potenti quanto semplici e una di esse si chiama gentilezza.

Ci sono alcune parole, gesti e azioni, che hanno il potere di cambiare il nostro mondo, momento dopo momento, istante dopo istante.

Un incontro casuale, una mano tesa nel momento del bisogno, una parola di conforto, l’indicazione giusta senza un secondo fine, un pensiero positivo come può essere un elogio appena sussurrato a qualcuno senza l’affannosa necessità della ricerca della perfezione.

E ancora, un pizzico di altruismo dispensato qua e là senza che il destinatario lo venga mai a sapere.

La gentilezza può essere tutto questo e molto altro; tanto di più quanto il desiderio di essere concretamente di supporto agli altri ci spinge a dire parole e a compiere azioni senza minimamente pensare a qualche sorta di tornaconto.



“Se non ci dessero nulla coloro che non ci devono nulla… Poveri noi!”
Antonio Porchia

La gentilezza è come la semina di un buon frumento fatta da chi rispetta il suolo, conosce i momenti opportuni ed estende la sostenibilità a tutto il sistema attorno generando valore.

Un tipo di valore che sta nel diffondere senza volerlo una catena di comportamenti virtuosi, capaci di rendere l’intera società migliore di quanto si possa immaginare.

Tutto in modo semplice e armonioso. 

Un grazie anche se non è dovuto.

Un minuto in più speso ad ascoltare qualcuno di cui si conosce molto poco.

Dei sorrisi sinceri.

Un atto concreto come quello di lasciare il posto a sedere su un mezzo pubblico agli anziani o a chi ne ha bisogno, pensando che un giorno, quegli anziani potremmo essere noi.

Come affrontare l’ipocrisia

Quindi come affrontare l’arroganza, l’invidia e i mille volti dell’ipocrisia di alcune persone che troppo spesso si incontrano nelle nostre città, negli ambienti di lavoro e nella vita di tutti i giorni?

Bè, non esiste una ricetta assoluta che genera la personalità necessaria per essere uomini e donne giusti e virtuosi.

Esiste però la volontà di cambiare e migliorarsi grazie a coscienza ed esperienza, due facce della sola medaglia che rappresenta noi stessi.

Due lati che si devono parlare condividendo ciò che si è imparato negli anni con i valori imprescindibili che sono parte di noi, generando così forza e autorevolezza ma anche tanta fiducia negli altri e appunto: gentilezza.

Capacità intrinseca di riconoscere il buono dal cattivo, il bello dal brutto e il giusto dallo sbagliato in ogni momento.

Il desiderio di migliorare te stesso, sentirti meglio, cambiare poco alla volta alcuni tuoi lati spigolosi di cui non vai fiero, è un percorso che deve assolutamente passare attraverso la gentilezza, che non è debolezza ma forza.



Da dove iniziare?

Ma veniamo alla vita di tutti i giorni, quella fatta di pensieri, azioni e interazioni.

Da dove si deve incominciare per poter cercare di cambiare in meglio avvicinandoci alla gentilezza?

Certamente dalle parole.

Le parole hanno la straordinaria potenza di fare del bene o del male, a seconda di quali vengono pronunciate, del momento e del modo in cui vengono dette.

Il poeta stilnovista Guido Guinizelli scrisse che l’Amore abita nella gentilezza “così propriamente come calore in clarità di foco”.

Da lì in poi sarà più chiara la differenza tra gentilezza e cortesia, dove quest’ultima rimane una qualità affine alla buona educazione e ai modi di fare piuttosto che alla qualità morale o al modo di esprimere la propria sensibilità ad ogni livello.

La gentilezza si arricchirà sempre di più comprendendo parole come benignità, umiltà, grazia, bellezza, bontà, pietà e simpatia. 

Parole purtroppo ormai poco utilizzate, quasi obsolete in un linguaggio comune fatto di tanti modi per indicare la volontà e troppo pochi per trasmettere sentimenti.

Abbandona la scortesia nei gesti

Cambiare quindi il modo in cui ci esprimiamo ogni giorno in circostanze comuni è il primo passo per avvicinarci alla gentilezza.

Un passo che però da solo non basterà per raggiungere il cambiamento sperato se di pari passi non cambieranno anche i gesti, le azioni e le intenzioni.

Se da un lato è tempo di accostarsi alla gentilezza nelle parole rispolverando il suo vero significato, è altrettanto fondamentale abbandonare la scortesia nei gesti e quindi nelle azioni quotidiane.

Cosa apparentemente semplice quando tutto va per il verso giusto, più dura invece quando si è sotto stress, di fretta, in ansia o totalmente disinteressati a qualcuno o qualcosa attorno a noi.

Abbandonare la scortesia significa però iniziare a curarci per quanto possibile, anche un po’ più di ciò che accade attorno a noi, e non accettare in alcun modo l’incuria, il degrado, la superficialità e l’ignoranza intesa come l’incapacità di apprezzare e valorizzare il bello dentro e attorno a noi.

Non possiamo cambiare in meglio senza impegnarci, ognuno nel proprio piccolo, a migliorare una parte del mondo circostante.

Non esiste miglior modo per iniziare se non quello di prendersi cura non soltanto delle cose che ci appartengono, ma della collettività in generale.

Impegnarci concretamente per rendere le nostre vie, le nostre piazze, parchi, aree naturali e ambienti di lavoro, dei luoghi migliori di come gli abbiamo conosciuti.

Luoghi migliori, non solo sotto l’aspetto ambientale ma anche sul piano umano.



Conclusione

La più ovvia conclusione, come spesso accade, è che per andare avanti spesso è necessario guardarsi indietro quanto basta per riscoprire le cose migliori che si tendono un po’ a dimenticare.

Mai come ai nostri giorni è necessario riscoprire il significato della gentilezza, esattamente quel tipo di gentilezza dei tempi di Dante in cui il significato intrinseco era nobiltà d’animo.

Un codice che non è scritto da nessuna parte!

Un codice che non è nemmeno regolamentato da norme o leggi, ma che si avverte nel cuore tramite il desiderio sincero di sentirsi diversi, migliori del proprio passato.

La gentilezza intesa come nobiltà d’animo non può altro che far nascere un rinnovato interesse, permettendoci così di uscire dall’indifferenza.

Indifferenza che sembra regnare indisturbata per le nostre città, talvolta spingendosi fino nei nostri condomini, nei quartieri in cui abitiamo e negli ambienti di lavoro.

Un cuor gentile non potrà mai essere indifferente ai mali che affliggono la nostra epoca e risponderà ad essi con amorevole cura e attenzione verso il prossimo e verso l’ambiente qualsiasi sia la sfida che dovrà affrontare.

Pertanto, se ti senti in dovere di cambiare qualcosa nel tuo modo di essere, se hai raggiunto la maturità che serve per voler fare la differenza e dare un senso concreto alla tua esistenza, parti dalla gentilezza e il resto verrà da sé.

Sii gentile con te stesso, nelle parole e nelle azioni e inizia poco alla volta ad esserlo con gli altri e con l’ambiente circostante.

Avrai inconsapevolmente innescato un inarrestabile catena di eventi potentissimi perché intrisi di valore che come un effetto domino si trasferirà da persona in persona, da paese a paese, da città in città.

Tu sarai una persona migliore e senza accorgertene avrai reso il mondo intero un posto migliore.



Due letture che ci sono piaciute molto:

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La forza nascosta della gentilezza
  • Milani, Cristina (Author)

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