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Covid-19. La scusa perfetta per nascondere le inefficienze

“Quanto più gravi sono i problemi, tanto maggiore è il numero di inetti chiamati a risolverli”
Nicolás Gómez Dávila

Si tratta certamente di una sacrosanta verità, il fatto che la pandemia da coronavirus sia l’evento peggiore a livello planetario degli ultimi 80 anni, un nemico invisibile estremamente difficile da sconfiggere che sta cambiando radicalmente il nostro modo di vivere, studiare e lavorare. 

Ma è altrettanto vero che sempre il coronavirus stia sempre più diventando anche la scusa perfetta per alcuni enti, servizi o uffici in generale, per far passare le loro inefficienze come l’impossibilità di svolgere correttamente il proprio dovere a causa della pandemia e delle regole più stringenti.

Molti, o forse troppi in svariati settori, nascondono dietro alle maggiori difficoltà del momento, un’incapacità latente che impedisce loro, non solo di prendere le adeguate contromisure contro un evento eccezionale, ma addirittura garantire la qualità del prodotto o servizio che hanno sempre messo sul mercato, sapendo di poter mascherare errori e superficialità dietro la causa Covid-19.



Di recente, ti sarà certamente capitato di sentire questo tipo di risposta: “Eh, purtroppo con il Coronavirus non è più possibile questa o quell’altra cosa”.

Un fattore esterno, anche se limitante non dovrebbe pregiudicare un servizio che vuole continuare a considerarsi eccellente, soprattutto quando si tratta di un servizio pubblico pagato dai contribuenti o di uno privato retribuito dal mercato; eppure ciò che sta avvenendo, in gran parte degli ambienti di lavoro e non solo, è una continua perdita di efficienza che come un emorragia sta iniziando lentamente a dissanguare un sistema già pesantemente messo a dura prova per la particolarità dell’evento in corso.



Qualche esempio:

Come sempre, non è necessario andare tanto lontano nella ricerca di inefficienze comuni che capitano un po’ ovunque. Semplici e piccole cose a cui basterebbe un po’ di buon senso e qualche intelligente iniziativa per trasformarsi in concreti sistemi di gestione di nuove situazioni che ormai tanto nuove non sono più.

  • Cambiare gli ingressi in certi luoghi pubblici o il flusso della circolazione all’interno di una struttura e dimenticarsi di provvedere alla corretta segnaletica o alle giuste indicazioni, senza nemmeno prevedere uno straccio di segnale che indichi la nuova via.
  • Utilizzare dei ticket numerati per contingentare gli accessi in uffici, luoghi pubblici ecc. senza causare assembramenti all’esterno di persone ammassate in modo disordinato.
  • Migliorare la segnaletica nei corridoi, ripensare alle aree di break negli uffici, cambiare alcuni orari di apertura magari con turnazioni per evitare code in determinati orari.
  • Incentivare prenotazioni e pagamenti online.
  • Prevedere transenne e file ordinate là dove si prevede si possano generare code per attese di vario genere.

E così, con una lunga serie di esempi di situazioni che ahimè stiamo un po’ tutti sperimentando e che potrebbero essere rese notevolmente più semplici se soltanto un management o una gestione lungimirante mantenesse come obiettivo l’essere produttivo ed efficiente senza compromettere la sicurezza e la salute di nessuno.



Gli obiettivi:

Di fatto, ogni organizzazione, ufficio, ente o dipartimento, sia nel pubblico che nel privato, posta la sicurezza di ogni persona come scopo primario da raggiungere, dovrebbe mantenere come obiettivi indispensabili per continuare a svolgere tale attività, l’efficienza organizzativa che serve a non far ricadere su terze persone le problematiche legate ad una nuova condizione che non si ha idea di quando terminerà.

Solo in un contesto professionale che si prefigge tale scopo, si avrà la possibilità di non subire il duro contraccolpo che si traduce con la parola “spreco”.

Spreco di tempo, di risorse, di denaro e purtroppo talvolta della pazienza che passa quando ci si sente rispondere anche dopo quasi 1 anno dalla sua comparsa, che la qualità di un certo servizio non è garantita a causa della pandemia in corso.

Scuse, scuse e nient’altro che scuse, da chi non ha fatto nulla per strutturarsi nel modo in cui non solo la qualità dei propri servizi e la sicurezza di tutti sia costantemente garantita, ma addirittura migliorata sfruttando una o più opportunità che si presentano sempre all’interno di ogni crisi.



Per concludere:

Rassegnarsi ad accettare le inefficienze, gli sprechi e la superficialità in qualsiasi contesto, significa per certi versi diventare parte di un sistema che può essere sicuramente migliorato se soltanto si decidesse di prendere posizione per far emergere in modo costruttivo le opportunità che in quel momento chi governa tale sistema non è in grado di cogliere o preferisce lasciar correre via adeguandosi ad una situazione i cui problemi possono essere scaricati all’interno dello stato di emergenza globale.

Nonostante le regole, i divieti e la necessità di distanziamento, mascherine e quant’altro, ognuno di noi nel proprio piccolo, può continuare in tutti i modi, anche ingegnandosi e cambiando prassi consolidate, ad essere efficiente e a rendere il proprio operato il più efficiente possibile come riflesso di una mentalità che non vuole adagiarsi e nascondersi dietro un problema, ma cerca ogni mezzo per arginarlo e continuare a vivere, produrre e proporre in modo che il problema stesso anche se ancora presente, non sia più né un peso per gli altri, né una giustificazione per i propri errori.

“Egli era uno di quegli uomini che possiede quasi ogni dono, eccetto il dono della capacità di usarli”
Charles Kingsley

Ma tu no!

Tu puoi ancora decidere se essere uno come gli uomini citati da Mr. Kingsley oppure essere colui o colei che usa il dono più grande: quello di saper usare tutte le tue più preziose qualità per contribuire a migliorare di volta in volta quel pezzetto di mondo con cui ti confronti indipendentemente dalle condizioni in cui il mondo versa.

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