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Gestione risorse Performance

Delega. Quando usarla e come limitarla

“Se le vostre azioni ispirano gli altri a sognare di più, imparare di più, fare di più e trasformare di più, voi siete dei leader.”
John Quincy Adams

Il concetto di delega all’interno di un’azienda o di qualsiasi organizzazione che si rispetti, è di vitale importanza per il sostentamento e la continuità della stessa struttura in quanto permette di seguire e portare a compimento diverse attività nonostante la mancanza di tempo o l’impossibilità di essere sempre presente e operativo da parte di colui che ha la prima responsabilità per tale compito.

Pertanto, visto dal lato della sola utilità, la delega appare un valore aggiunto che se applicato correttamente si trasforma presto nel punto di forza in grado di fare la differenza tra un’impresa di successo e una un po’ meno.

Ma sarà sempre e solo così?

Esistono anche delle situazioni in cui la delega può essere causa di danno e origine di fallimento? Certo che sì, ed in questo articolo scopriremo come e quando.

Delega di valore

Partiamo dagli aspetti positivi.

Delega sana = maggiore efficienza, riduzione costi, più tempo per innovare

Una delega sana è di fatto uno trai i primi veicoli di successo grazie alla possibilità di mettere in parallelo diverse attività.

Un capo, un manager o un piccolo imprenditore che ha al suo fianco uno o più collaboratori capaci di svolgere una buona parte dei suoi compiti (almeno l’85%) allo stesso modo in cui gli avrebbe svolti lui, significa avere la possibilità di ritagliarsi quotidianamente o settimanalmente il tempo necessario per intraprendere e sviluppare nuove attività. Diverse aree di business, nuovi progetti, mercati differenti e così via. Chi fa impresa o chi gestisce risorse, sa bene quanto sia importante non fermarsi sugli allori di successi passati, ma cercare sempre nuovi orizzonti per non perdere il passo con una concorrenza sempre più agguerrita in ogni settore.

Il delegato, di pari passo, cresce gradualmente e trova nuovi stimoli mettendo a sua volta, un passo dopo l’altro, un piede in nuove aree di responsabilità per conto di chi lo ha delegato, con l’obiettivo sfidante di riuscire in qualcosa di apparentemente più grande di lui.

Una delega di valore pertanto, è frutto di un’accresciuta fiducia a fronte di azioni concrete e percorsi di crescita arrivati al loro termine con successo.

In altre parole, una delega di valore avviene quando una risorsa acquisisce competenze e dimostra ampiamente di sapere attuare praticamente ciò che ha appreso in teoria, e quando la stessa risorsa ha guadagnato anche la piena fiducia del leader grazie ad azioni di valore, coerenza tra pensieri e parole e dimostrazione di saper reggere la pressione e risolvere i problemi come farebbe il suo responsabile.

In questo caso la delega non deve lasciare spazio a paure o timori né per il delegato, né per il delegante.

Ma non è tutto. Una volta creato questo modello organizzativo, sarebbe davvero un peccato non sfruttare questo importante strumento per innovare e continuare a crescere ognuno trainato da nuovi e più stimolanti obiettivi. 

In tutti questi casi siamo nell’ambito di una delega sana e come tale va utilizzata al meglio.

Delega errata

Esistono però situazione in cui la delega può essere davvero dannosa per l’intera azienda o per singole aree e questi sono gli esempi.

1) Quando la delega è precipitosa.

Delegare senza aver atteso che i percorsi di formazione in corso abbiano alzato il livello di professionalità e competenza, è un po’ come pretendere che un bimbo si metta al volante dell’auto del padre.

Nel momento dell’attuazione mancheranno i fondamenti e al sopraggiungere delle prime difficoltà, il delegato correrà continuamente alla ricerca di chi lo ha delegato per chiedere aiuto. Nel peggiore dei casi procederà invece di sua iniziativa per orgoglio e probabilmente commetterà degli errori più o meno importanti.

La delega funziona quando la competenza è matura. Quindi meglio attendere ancora un po’ ma avere successo.

2) Quando la delega è per comodità.

Un po’ come nel caso appena visto, una delega data per comodità è per natura priva dell’interesse e dell’impegno che la rendono ricca di valore aggiunto. Delegare agli altri qualcosa semplicemente perché non piace o non si ha voglia è passare una patata bollente a mani inesperte che quasi sicuramente si scotteranno o peggio ancora cercheranno altri a cui cederla.

3) Quando la delega è limitata dal timore di perdere la propria leadership.

Essere avidi della propria esperienza o timorosi di venire messi in disparte delegando qualcuno che merita la nostra fiducia è trasformarsi in un vero e proprio ostacolo alla crescita. L’allievo supera il maestro o quanto meno deve avere la possibilità di provarci, questa è la natura dell’uomo e il principio alla base di qualsiasi sviluppo. Se ci sono quindi le condizioni, delegare non è perdere qualcosa ma arricchirsi di qualcos’altro.

4) Quando le delega è al 100%.

Delegare al 100% significa farsi da parte e a meno che tu sia a pochi mesi dalla pensione o che tu voglia cambiare completamente lavoro, una delega vincente non è mai al 100% in quanto il tuo ruolo di leader deve comunque poter fare la differenza soprattutto in situazioni critiche e difficili. 

5) Quando vi è un abuso della delega.

Ultimo caso ma non meno problematico, è quando il delegato va ben oltre i limiti della delega, prende iniziativa dove non dovrebbe, ridistribuisce gli incarichi agli altri senza che il capo o il leader ne sia a conoscenza e cambia di sua volontà regole o prassi che potrebbero avere un impatto sull’intero processo.

In questo caso la delega ha tradito la fiducia che ne è alla base e pertanto non può considerarsi di valore.

Conclusione:

Per tutti questi casi, la delega si trasforma da un valore in un problema che necessita di essere risolto il prima possibile, o meglio dire prima che i problemi causati arrechino un danno di immagine o peggio ancora la perdita di clienti.

In buona sostanza, prima di delegare, ricorda l’enorme importanza di questo meccanismo all’interno di ogni organizzazione, piccola o grande che sia, e fai tutte le valutazioni del caso per arrivare a scommettere su chi veramente ha guadagnato la tua fiducia, perché spesso si tratta una scommessa all-in.

Allo stesso tempo, quando sai di avere accanto persone davvero meritevoli, non spaventarti nel lasciare a loro il giusto margine d’azione e una buona parte dei tuoi poteri. Nessuno ti priverà mai della tua leadership, anzi… Sarai un esempio di grandezza da ammirare e seguire, e la tua buona volontà sarà ben presto ripagata da un nuovo slancio.

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  • Tracy, Brian (Author)

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