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Export, la chiave per il rilancio. Ecco i 6 paesi più attrattivi per il 2021

“Rischia più di quanto gli altri pensano sia sicuro. Sogna più di quanto gli altri pensano sia pratico”
Howard Schultz

Se è vero che la pandemia è la prima causa della crisi economica all’interno della quale stiamo lentamente sprofondando, è ancor più vero che a dispetto della globalizzazione ci sono realtà che marciano a diverse velocità.

Paesi che hanno saputo affrontare il coronavirus con più determinazione mettendo in campo interventi mirato con grande tempismo e che tutt’ora, alla vigilia di una possibile seconda ondata, continuano ad ispirare fiducia e attrarre investitori.

Fiducia, è la parola d’ordine verso la quale ognuno di noi dovrebbe tendere nella ricerca, sia di collaboratori capaci di meritarla, che di partners in grado di apprezzarla.

Per questo, quando si parla di fiducia, viene automatica l’associazione con rilancio; altra parola che sta ad indicare quella spinta necessaria per far ripartire al massimo un motore che risulta notevolmente rallentato da una contrazione interna dei consumi, e da una domanda mediamente in calo nella grande maggioranza dei settori legati al commercio.



Per questo, quando all’interno si continua a soffrire, diventa di vitale importanza guardare al di fuori dei propri confini, talvolta osando, altre volte cercando di affacciarsi in punta di piedi alla soglia di nuovi mercati che sembrano essere più reattivi e meno sofferenti.

Ebbene, recenti studi e relazioni di organi competenti, hanno messo in evidenza, identificando come economie che meno di tutte stanno risentendo della crisi economica legata a Covid-19, 6 paesi che per il 2021 sono destinati ad essere ancor più attrattivi.

Mete allettanti verso cui puntare per dare una spinta all’export delle nostre imprese che in tempo di crisi, potrebbe trovare invece nuove vie di sbocco e più efficienti partners strategici con i quali intraprendere nuovi scambi.

“Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia”
Albert Einstein

E se sfida dev’essere che sfida sia, ma la più soddisfacente tra quelle con cui l’eccellenza di molte delle nostre aziende abbia mai dovuto cimentarsi: l’ingresso in nuovi mercati che nel 2021 con tutta probabilità saranno i mercati trainanti.

Spingere la tua azienda verso un export competitivo, andando esattamente là dove la domanda subirà meno contrazione rispetto al resto del pianeta, non solo dev’essere un obiettivo lungimirante e di tutto rispetto adatto a chi non si accontenta; bensì l’espressione massima del concetto di fiducia.



Esattamente il tipo di fiducia che serve per ricreare le giuste connessioni fondamentali per recuperare velocità e tornare a correre, ma non solo.

Fiducia nei propri mezzi, nelle proprie risorse e soprattutto nella qualità del proprio prodotto.

Se ancora non ci stavi pensando, ecco dunque i 6 paesi verso i quali rivolgere il tuo sguardo e concentrare le tue attenzioni con lo scopo di aumentare il tuo export e di conseguenza quello nazionale:

1) Singapore

2) Germania

3) Corea del sud

4) Canada

5) Australia

6) Cina

Il risultato di questa classifica è il frutto di tutta una serie di parametri raggruppati in 4 categorie principali per ciò che concerne la sicurezza e quindi gli aspetti legati alla pandemia da coronavirus; e subito dopo da una serie di dati legati al contesto macroeconomico in cui questi paesi si trovavano già prima che esplodesse la pandemia.

Parametri di riferimento:

  • Efficienza della quarantena e delle misure messe in campo a tutela dei cittadini.
  • Efficienza del governo nella gestione dei casi infetti e dei contatti.
  • Rilevazione degli asintomatici per tempo.
  • Reazione del sistema sanitario a partire dalle emergenze Covid-19 fino alla garanzia di continuità del resto degli interventi.

La classifica stilata dall’OMS e dagli organi competenti di ogni singola nazione, tiene conto di tutti i dati legati alla diffusione del coronavirus fin dai primi contagi segnalati sul territorio, a partire della mortalità, i ricoveri, il sistema di monitoraggio messo in campo; fino ad arrivare a prendere in esame le azioni preventive nella valutazione del “worst case scenario”, affinché eventuali seconde ondate o ricadute, impattino nel minor modo possibile.



Il quadro sanitario viene messo poi a confronto con la situazione economica di ogni singola nazione, incrociando così tutta una serie di dati al fine di elaborare previsioni future con il minor margine d’errore possibile.

Scopriamo il perché.

Singapore

Risulta essere a tutti gli effetti il primo stato verso il quale guardare con grande interesse.

Singapore rappresenta uno tra i mercati più attrattivi dagli imprenditori stranieri grazie ad un sistema amministrativo trasparente, svariati benefici fiscali e soprattutto grazie ad un basso livello di corruzione che già prima dell’avvento di Covid-19 aveva reso Singapore una delle nazioni più interessanti dell’intero sud-est asiatico.

Ancora oggi, anche grazie ad una brillante ed efficiente gestione della pandemia, Singapore può vantare settori che offrono grandi opportunità di investimento come quello delle costruzioni e della comunicazione in un contesto sanitario totalmente sotto controllo dato che dalla fine di agosto si registrano meno di 10 contagi quotidiani in modo stabile.

Germania

Resta il motore trainante dell’economia EU con una situazione Covid-19 che sembra ancora una volta colpire meno rispetto agli grandi big europei come Francia, Spagna e Gran Bretagna.

Nonostante il calo del PIL, la Germania viene ancora vista come uno tra i paesi più solidi e più sicuri sotto ogni aspetto,  con i quali intraprendere scambi commerciali e sempre più imprenditori cercano di rialzare la testa dopo il colpo subito, guardando con favore il mercato tedesco e cercando di ritagliare il proprio spazio al suo interno.

Corea del sud

Come noto, la Corea è uno dei paesi che ha reagito più rapidamente ed in modo efficace nella lotta contro il coronavirus, sfruttando la sua vena tecnologica per tracciare i contagi e circoscrivere le aree più colpite.

Questo modo di agire è certamente ben visto da coloro che in Corea decidono di investire o da chi intrattiene relazioni commerciali, senza contare il fatto che per la sua posizione geografica e le caratteristiche del suo sistema produttivo, la Corea del sud costituisce un hub logistico e tecnologico di importanza strategica per l’intera Asia.

Con un tasso di crescita del +2,6%, la Corea del sud sembra essere inarrestabile nonostante la pandemia, favorendo così investimenti grazie anche alla grande opportunità di fare ottimi affari sul suo territorio.



Canada

L’economia del Canada è una delle più forti al mondo grazie alle sue inestimabili risorse minerarie. Il Canada di fatto vanta l’indice interno lordo più alto in assoluto, ed è una vera e propria potenza estrattiva di metalli preziosi, petrolio, gas naturale e carbone.

Si colloca  al primo posto a livello mondiale anche nella produzione di energia idroelettrica di cui ne esporta oltre il 14% solo negli Stati Uniti.

Seppur con un tasso di crescita in leggera risalita, anche sul versante della lotta contro il coronavirus, il Canada si trova nell’elenco dei paesi più virtuosi, presentandosi come una tra le nazioni più attrattive per il commercio nel 2021.

Australia

Rapportato alla vastità del suo territorio, Covid-19 sembra non essersi mai fatto strada in Australia, arrivando agli attuali 18 contagi circa al giorno.

Certamente la bassa densità di popolazione ha fatto la sua parte ma resta degno di nota un ottimo sistema sanitario nazionale ed una pronta reazione all’inizio della pandemia.

Commerciare in Australia significa entrare davvero in un business ricco di opportunità; basta considerare che, in base ai dati forniti dall’Australian Bureau of Statistics (ABS), l’economia australiana ha registrato un incremento del PIL al 2,2 % nel 2018-19, raggiungendo quindi 28 anni di crescita consecutiva e nonostante il coronavirus, il 2020 sembra non aver arrestato il trend positivo.

Non ci resta altro che aspettarci un 2021 ancor più roseo con grandi possibilità di crescita anche per chi riuscirà a far parte di un mercato così ben strutturato.

Cina

L’economia cinese corre sempre più veloce del previsto. 

La pandemia sembra aver rafforzato il Pil cinese che nel secondo trimestre è tornato su del 3,2%, per giunta, le misure anti contagio messe in campo dal governo di Pechino le abbiamo viste tutti in azione e sappiamo quanto producano risultati rapidamente. Tutto questo fa pensare che anche una seconda ondata sarebbe ben gestita e che l’economia cinese ne risentirebbe comunque meno di quella delle altre superpotenze.

Questo rende la Cina una nazione che continua ad essere vista come il luogo perfetto anche nel 2021 per intraprendere avventure commerciali all’insegna di un rilancio che può ancora passare attraverso l’economia del Dragone.

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