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Gestione del tempo

L’orologio del manager. L’importanza del tuo tempo

“Nella modalità dell’avere, il tempo diviene il nostro dominatore. Nella modalità dell’essere, il tempo è detronizzato, cessa di essere l’idolo che governa la nostra vita. Nella società industriale, il tempo domina sovrano.”
Erich Fromm

Ore 8.30 del mattino.

Carico d’entusiasmo con la camicia nuova fiammante, il giovane manager fa il suo ingresso in azienda accolto con calorose strette di mano e vigorose pacche sulle spalle.

La presidenza e tutto il suo staff gli augurano buon lavoro e buona fortuna.

L’orologio della vita segna l’alba di un nuovo percorso in cui dimostrare tutto quello che ha imparato durante anni di università.

È tempo di agire.

L’orologio corre veloce, ma il manager corre più veloce di lui; è efficiente, produttivo, performante.

Si incontra e si scontra a nome degli interessi dell’azienda e pian, piano il suo nome si diffonde in tutta l’organizzazione.

Rinuncia a qualche cena in famiglia per il lavoro, salta qualche festa di compleanno per la trasferta, non è presente alla recita della sua bimba perché impegnato nella conference call con la sede centrale in un altro paese.

Corre, scalpita, produce, ma sembra che il tempo per tutto questo non sia mai abbastanza.

“Voi occidentali, avete l’ora ma non avete mai il tempo.”
Gandhi

Ore 8.30 del mattino.

L’orologio della vita segna mezzogiorno, sono passati 15 anni, quattro aziende, 6 auto, 4 appartamenti e oltre 200 tra cene e pranzi di lavoro.

I soldi non sono un problema!

È tempo di agire.

L’orologio corre veloce ma il manager un po’ meno.

Osserva, pensa, desidera.

L’ago della bilancia si è spostato portando il piatto del tempo allo stesso livello di quello del denaro.

L’efficienza gli è rimasta dentro, lo provoca; anche in vacanza sente il puntuale richiamo del suo orologio, scandito dal ticchettio dei minuti.

La chiamata ai collaboratori a metà mattina, la call con il boss prima di cena, una sbirciata ai documenti salvati sul suo portatile mentre il sole tramonta sul molo lì davanti.

Ma digitando i numeri sulla tastiera di tanto in tanto qualcosa lo distrae.

La vista di uomo poco distante, distoglie il suo sguardo dal monitor e lo porta altrove, lontano.

Un pensiero sì insinua.

Un pescatore vicino al molo, sistema le sue reti.

Con calma si prepara per l’uscita in mare della sera, per il momento in cui sarà soltanto lui e l’orizzonte, accompagnato da milioni di stelle.

Nasce un dubbio, una domanda:

Chi è l’uomo più fortunato?

Adesso il manager rinuncia sempre più faticosamente a cenare con la sua famiglia per accompagnare il boss al convegno, avverte la mancanza dei suoi figli ogni attimo e del tempo non trascorso con loro.

La cravatta stringe, soffoca, a volte manca la luce e lo spazio aperto di quel mare infinito.

Ma è tutto tremendamente normale.



Ore 8.30 del mattino.

L’orologio della vita indica che manca 1 minuto all’imbrunire, sono passati 25 anni.

È tempo di agire!

La bilancia ha finito il suo lavoro e il peso del tempo nel suo piatto di destra è bruscamente franato verso il basso!

Ogni giorno passato lontano dalle persone, i luoghi e i veri interessi del manager non ternerà più, e solo ora se n’è reso totalmente conto.

L’orologio ha scandito 25 anni del suo tempo in un solo immenso rintocco che ha riempito le sue tasche ma anche la sua agenda.

Non ci sarà a cena questa sera con il presidente.

Non verrà a Berlino lunedì, né a Mosca il prossimo sabato.

Cercherà faticosamente di organizzare un weekend al lago con una figlia ormai già grande, forse troppo.

“Quando arriva il tempo in cui si potrebbe, è passato quello in cui si può.””
Marie von Ebner Eschenbach

Ore 8.30 del mattino.

L’orologio segna la mezzanotte ma non è più al suo posto. 

L’orologio ora non si trova più sul polso del manager che ha deciso di riporlo in un cassetto ormai da giorni.

È tempo di reagire!

Di cambiare tutto.

Di dare la possibilità a chi elegantemente sfoggia il suo nuovo orologio, di comprendere da subito che esso è soltanto uno strumento, un riproduttore dell’ovvio inventato per indicare convenzioni.

Il tempo perso non ritornerà, ma la sua esperienza può essere tesoro per tutti coloro che di fronte al bivio tra le proprie passioni e la paga oraria, decideranno in completa libertà ma con la totale consapevolezza di quello che realmente c’è sui piatti della bilancia della vita.

“Non rimpiango le persone che ho perso col tempo, ma rimpiango il tempo che ho perso con certe persone, perché le persone non mi appartenevano, gli anni sì.”
Carl Gustav Jung

Ore 8.30 del mattino.

È il tuo tempo.

Tu cosa stai facendo per migliorare la tua vita?

Dedicato a chi crede di avere abbastanza tempo per…

“Il tempo è troppo lento per coloro che aspettano, troppo rapido per coloro che temono, troppo lungo per coloro che soffrono, troppo breve per coloro che gioiscono, ma per coloro che amano il tempo è eternità.”
Henry Van Dyke

Voglia di evadere un po’?

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