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Riapertura scuola e smartworking. La previsione di BestOnDesk

“Con l’emergenza coronavirus è in atto il più grande esperimento di telelavoro al mondo: un test che se darà i suoi frutti, potrebbe cambiare le sorti del nostro modo di lavorare in futuro”
Bloomberg

Mai come in questo periodo la parola d’ordine che si ripete nelle case e negli uffici di molti impiegati e lavoratori che sono prima delle mamme e dei papà, è: incertezza!

A pochi giorni dalle riaperture delle scuole di ogni grado e in ogni regione, mentre l’autunno è alle porte con i suoi malanni di stagione ei primi freddi, ei casi Covid-19 in Italia e nel mondo sembrano aver ripreso una trasmissione sostenuta, ci chiediamo tutti cosa accadrà?

La preoccupazione per i figli a scuola ei bambini negli asili si intreccia con i dubbi legati all’economia e quindi all’occupazione, con la speranza che non ci sia il tanto temuto contraccolpo autunnale a causa degli effetti del primo lockdown.



Ma anche senza andare lontano, evitando così di pensare all’economia e a scenari globali ancor più difficili da prevedere, ogni papà e mamma, si sta chiedendo cosa potrebbe accadere se un bimbo, uno studente, o un insegnante risultasse positivo a Covid-19 con la conseguente messa in quarantena di tutta la classe o dell’intero istituto.

Domanda lecita che nasce oltre che dalla naturale preoccupazione per lo stato di salute dei nostri figli, anche dal pensiero verso il posto di lavoro e all’ufficio dal quale necessariamente ci si dovrebbe assentare.

Cosa sappiamo con certezza:

Nel decreto approvato dal Cdm per le misure anti-Covid in vista della ripresa dell’anno scolastico, sono previste misure in materia di smartworking e congedi straordinari per i genitori di figli minori di quattordici anni nei casi di quarantena obbligatoria dei figli.

La prima notizia sicura e confortante è che un genitore il cui figlio dovrà per svariate ragioni affrontare un periodo di quarantena, potrà avvalersi del diritto di usufruire di specifici congedi straordinari da richiedere direttamente in azienda.

Questi congedi non avranno bisogno di preavviso, saranno interamente retribuiti a fronte della dichiarazione di stato di quarantena rilasciata dall’ente competente territoriale o dal medico di base da fornire al datore di lavoro.



Cosa ipotizziamo noi di BestOnDesk:

Fortuna, casualità, o competenza in materia, questo non spetta a noi dirlo, ciò che conta è che noi di BestOnDesk in parecchi casi in passato abbiamo fatto centro, ipotizzando scenari per quanto riguarda cambiamenti nel mondo del lavoro, che poi si sono puntualmente presentati in tempi non molto distanti.

Così cha anche in questo caso abbiamo pensato di poter e dover dire la nostra con lo scopo di essere spunto di riflessione per i nostri lettori e per chi in questo particolare momento si sta chiedendo cosa ci attende nei prossimi mesi.

1) Riapertura delle scuole e ulteriore incremento dei contagi

Il punto 1 lo diamo quasi per certo, anche per via dell’esempio francese (dopo pochi giorni, diverse scuole già chiuse per focolai sparsi) e per la quasi impossibilità di rispettare sempre o dovunque tutte le norme anti-contagio.

2) Incremento significativo delle richieste di Smartworking

Non solo a causa del punto 1 e quindi per via del possibile incremento dei contagi, ma anche per la forte preoccupazione di numerosi dipendenti di contrarre Covid-19 sul luogo di lavoro, la nostra previsione è che le domande di riapertura di posizioni in lavoro agile che magari durante l’estate sono state chiuse, ritorni drasticamente a salire in autunno e soprattutto in inverno con la conseguente contrazione dei consumi per quanto riguarda bar e ristoranti già in affanno soprattutto nelle grandi città.

3) Banco di prova per lo smartworking

Se durante la primavera possiamo dire di aver “testato” questa nuova forma di lavoro, ora siamo davvero al banco di prova per dare definitivamente il via ad un cambiamento epocale dai molti lati oscuri ma anche dalle grandi opportunità.

Il lavoro agile da qui a fine anno non sarà più considerato un test per molte aziende e collaboratori ma andrà a consolidare posizioni già aperte in precedenza che hanno dimostrato di poter garantire ottimi risultati anche senza alcuna forma di controllo sul tempo e sulla presenza.

Questo spingerà sempre più aziende a seguire i modelli considerati vincenti e ad aprire sempre più posizioni dando il via ad un cambiamento epocale dai molti effetti ancora incerti ma comunque inarrestabile.

Ci sarà tutto un sistema macro-economico che dovrà riadattarsi e come sappiamo questo costerà caro a chi accusa particolarmente i cambiamenti perché poco incline a reinventare se stesso, lasciare le vecchie abitudini e magare intraprendere un nuovo business da zero.

Allo stesso tempo porterà benessere a chi saprà cogliere le opportunità che ogni cambiamento porta con sé, privilegiando le proprie passioni grazie ad un sistema che andrà via, via sempre più slegando il tempo dalle performances.



Quando finirà la pandemia di Coronavirus?

So che ora vi starete domandando se siamo davvero capaci di prevedere il futuro tanto da azzardare la data della fine della pandemia.

Ebbene la risposta sincera è no, non lo siamo e nessuno probabilmente può dirlo con certezza.

Tuttavia, la storia, un po’ di matematica e qualche brillante deduzione che nasce dal ragionamento ci fa propendere per ipotizzare un periodo piuttosto preciso da segnare sul calendario come data auspicabile per dichiarare terminata la pandemia di Coronavirus.

Tra giugno e settembre 2021.

La durata media di una pandemia è di circa 14 mesi considerato il primo momento in cui si manifesta fino al giorno in cui ufficialmente non se ne ha più traccia o comunque torna ad essere totalmente sotto controllo perché circoscritta in una piccola comunità.

In un mondo globalizzato come il nostro, data la moltitudine di persone che si spostano con grande facilità dà un continente all’altro, è ipotizzabile che la durata si allunghi di qualche mese rispetto al passato, portando così il ciclo all’incirca di 20 mesi che corrisponderebbero al periodo indicato.

Senza contare, la buona possibilità che per quel tempo sia pronto anche un vaccino disponibile per tutta la popolazione.

Con la speranza di esserci sbagliati e che tutto finisca molto prima, convivere con tutto questo per quasi 1 anno da oggi sarà certamente una sfida ardua che andrà affrontata con grande spirito di sacrificio, collaborazione, attenzione e profonda apertura mentale per tutto ciò che riguarda i cambiamenti già in atto.

Siamo però convinti che se ognuno di noi affronterà questo momento difficile con lo spirito di cogliere ogni piccola opportunità all’interno di un periodo negativo, potremmo insieme gettare le basi per un futuro decisamente migliore in cui il rispetto per la vita, i valori dell’uomo e del suo tempo, daranno il via ad un nuovo rinascimento dove cultura, valori, benessere, rispetto e sostenibilità si potranno condividere con più facilità grazie alla tecnologia e alla straordinaria potenza di un mezzo che alla fine delle precedenti pandemie ancora non esisteva: internet.



In conclusione:

Tentare di prevedere il futuro, come noto è sempre una sfida in cui si parte già sconfitti in quanto siamo noi con le nostre scelte a creare giorno dopo giorno il futuro che ci attende, ma mettere insieme i tasselli con lungimiranza, sensibilità e un pizzico di azzardo, può di tanto in tanto condurre lo sguardo verso momenti più avanti nel tempo i cui eventi sembrano già essere scritti per via delle azioni che stiamo compiendo oggi stesso.

Le scuole, ed il ritorno sui banchi di numerosi ragazzi è esattamente questo genere di evento, che non può e non deve necessariamente essere catalogato come giusto o sbagliato, ma soltanto come circostanza scatenante di un nuova plausibile spinta verso il lavoro agile che, a sua volta, sembra riproporsi nel momento opportuno per trasformarsi definitivamente per una nuova affermata realtà pronta a diffondersi su tutto il territorio, passando così da alternativa momentanea in periodi di emergenza, ad uno apprezzato e consolidato metodo di lavoro con grandi vantaggi per aziende e dipendenti.

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